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Epidemia
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Si definisce mwbqepidemia (dal mwbggreco ἐπί + δῆμος, lett.: sopra il popolo, sopra le persone) il diffondersi di una mwbwmalattia, in genere una mwcamalattia infettiva, che colpisce quasi simultaneamente una collettività di individui, ovvero una data mwcqpopolazione umana, con una ben delimitata diffusione nello spazio e nei tempi, avente la stessa provenienza.
Poiché, in una data popolazione, ogni anno, è atteso il verificarsi di un certo numero di eventi morbosi, un'epidemia comporta un numero di casi mwcwin eccesso rispetto ai valori attesi per quella determinata comunità, e sulla base delle esperienze e del numero di casi storici di morbosità.cite-ref-pmid11802306-1-0[1]
Contents
• Cause
• Tipi
• Note
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Descrizione
Gli epidemiologi spesso considerano il termine mwewfocolaio epidemico come sinonimo di epidemia, ma il pubblico tende a percepire quest'ultimo concetto come più grave e serio rispetto al concetto di focolaio epidemico, considerato di valenza più locale.
Le epidemie di determinate malattie infettive sono generalmente causate da un cambiamento nella ecologia della popolazione che ne viene affetta (ad esempio aumento dello stress o aumento della densità di una specie di vettore), una variazione genetica nella popolazione parassita o l'introduzione di un nuovo parassita che affligge una popolazione ospite (a causa sia di una migrazione di parassiti che di un movimento dell'ospite in aree a maggiore densità parassitaria).
Generalmente, un'epidemia si verifica quando l'immunità della popolazione ospite verso il parassita si riduce improvvisamente al di sotto del limite che permette un mwfgequilibrio endemico e la soglia di trasmissione viene ad essere superata.
Un'epidemia può essere limitata ad una determinata zona; tuttavia, se l'epidemia si diffonde ad altri paesi o continenti e colpisce un numero considerevole di persone, viene più correttamente definita con il termine di mwgapandemia. Le autorità sanitarie, prima di poter dichiarare l'esistenza di un'epidemia debbono avere ben presente il tasso di incidenza di quella determinata malattia, limitatamente a quella specifica popolazione: questa grandezza costituisce il "normale" valore di riferimento.
Affinché si sviluppi un'epidemia è necessario che il processo di mwggcontagio tra gli individui interessati sia abbastanza facile. Tuttavia non è facile che un'epidemia cessi, poiché il mwgwbatterio od il mwhavirus che l'ha scatenata potrebbe evolversi con il tempo in modo da acquisire un'invulnerabilità nei confronti di farmaci che lo hanno già contrastato. Nel caso in cui gli individui colpiti siano animali, l'epidemia prende il nome di "mwhqepizoozìa".
Si differenzia dall'mwhwendemia, che sta ad indicare la presenza stabile e costante, in una popolazione o in un determinato territorio, dell'agente responsabile della malattia, il quale circola dando luogo ad un numero di casi più o meno elevato, ma sostanzialmente stabile, in un determinato arco temporale.
Si differenzia anche dalla mwiqpandemia, termine con il quale si indica la tendenza di una determinata malattia epidemica a diffondersi oltre i confini di uno Stato, dilagando attraverso i continenti e interessando più aree geografiche del mondo, con un alto numero di casi di malattia.
Cause
Sono numerosi i cambiamenti che possono verificarsi in un agente infettivo, tali da favorire lo scatenarsi di un'epidemia. Tra questi ricordiamo:
• Aumento della virulenza dell'agente infettivo
• Comparsa dell'agente infettivo all'interno di una popolazione, in precedenza mai interessata dalla sua presenza
• Modifiche nella suscettibilità verso l'agente infettivo.
Una malattia epidemica non richiede di essere necessariamente contagiosa,cite-ref-pmid11802306-1-1[1] ed il termine è stato utilizzato, fra gli altri, alla febbre da mwlqVirus del Nilo occidentalecite-ref-pmid11802306-1-2[1] ed all'epidemia di mwmgobesità.cite-ref-pmid16707055-2-0[2]
Tra le condizioni che comportano l'improvviso manifestarsi di un'epidemia vi è la disponibilità di scorte di cibo contaminato, ad esempio il bere acqua infettata da qualche batterio, e la migrazione di popolazioni di alcuni animali, come i mwoaratti o mwoqzanzare, che possono fungere da mwogvettori di malattie.cite-ref-pmid11640411-3-0[3] Alcune epidemie si verificano preferibilmente in determinate stagioni: è il caso, per esempio, della pertosse, il cui picco di incidenza si registra in primavera. Il morbillo, invece, si caratterizza per due picchi di epidemia, una in inverno e una in marzo. L'mwpwinfluenza, il mwqaraffreddore comune, e altre infezioni del tratto respiratorio superiore, come la mwqqfaringite o la mwqgfaringo-tonsillite, si verificano soprattutto in inverno.
Le epidemie sono inoltre soggette ad altre variabili. Una delle più importanti riguarda il numero delle persone colpite nel primo episodio epidemico, e il numero di coloro che muoiono nelle epidemie successive. Tendenzialmente, con ovvie variabilità da caso a caso, si è notato che la gravità delle epidemie successive sale e scende di intensità, in un periodo che è generalmente compreso tra i cinque e i dieci anni.
Tipi
Focolaio da fonte comune
In un focolaio epidemico di origine comune, tutti gli individui affetti hanno avuto un'esposizione ad un agente comune. Se l'esposizione è singolare e tutti gli individui affetti sviluppano la malattia dopo una singola esposizione ed un periodo di incubazione, è possibile definire un comune punto di origine del focolaio epidemico. Se l'esposizione è continua o variabile, può essere definito un focolaio continuo o intermittente, rispettivamente.
Focolaio propagato
In un focolaio propagato, la malattia si diffonde da persona a persona. Gli individui affetti possono diventare a loro volta dei serbatoi indipendenti, e di conseguenza portare a ulteriori esposizioni.
Nella pratica si evidenzia come molte epidemie abbiano caratteristiche proprie di entrambi i tipi sopra riportati. Ad esempio, dopo un'esposizione da fonte comune è possibile che si verifichi una diffusione da persona a persona secondaria. È anche possibile che dei vettori ambientali possano diffondere l'agente di una malattia che si trasmette dagli animali all'uomo (mwsgzoonosi).
Andamento
Lo studio della sequenza temporale dei casi di malattia all'interno della comunità di individui in cui si sviluppa un'epidemia fornisce molte informazioni sull'origine e sulle modalità con cui tende a diffondersi un'infezione. A titolo di esempio consideriamo una malattia che si sviluppa diffondendosi con lentezza ed in modo progressivo in un arco temporale di mesi o anni. Un simile andamento è piuttosto indicativo di un contagio interumano per contatto diretto: è il caso di alcune malattie veneree.
Al contrario una diffusione estremamente rapida e progressiva con il rapido esaurirsi dell'epidemia in poche settimane o mesi depone per una trasmissione molto più efficace, ad esempio per via aerea, come accade nel caso di molte infezioni acute delle vie respiratorie).
Se invece l'epidemia si presenta in modo assolutamente brusco, con un numero di casi indicativo di un'epidemia esplosiva, è necessario pensare che più individui siano risultati simultaneamente esposti al contagio. Tipicamente quest'ultima evenienza si può avere quando il veicolo dell'infezione è costituito da qualche alimento oppure da acqua contaminata.
Se un'epidemia è di origine idrica (si pensi ad esempio alle epidemie di mwvwfebbre tifoide legate all'inquinamento dell'acqua potabile) lo studio su una mappa topografica dei punti in cui si sono manifestati i diversi casi di malattia (mwwamappa dei punti) permette di osservare come la maggior parte dei casi si distribuiscano in corrispondenza di un determinato ramo d'acquedotto, fonte primaria del contagio.
Emblematico, a questo proposito, il caso di mwwgepidemia di colera a Broad Street, a mwwwLondra, nel mwxa1854, probabilmente una tra le più terribili epidemia di mwxqcolera che si siano mai verificate nel mwxgRegno Unito nel XIX secolo.cite-ref-pmid15308944-4-0[4]cite-ref-pmid15559385-5-0[5]
Secondo alcuni autori lo studio geografico della diffusione di un'epidemia, nonché lo studio della mappa dei punti, appartiene ad una branca dell'epidemiologia definibile come mwaaepidemiologia geografica.cite-ref-pmid16891036-6-0[6]
L'andamento di un'epidemia può essere studiato e simulato con modelli matematici. Tra i più semplici e noti si ricordano i modelli mwbgSIR (suscettibile-infetto-rimosso, utile per le malattie immunizzanti) e SIS (suscettibile-infetto-suscettibile, tipico di malattie non immunizzanti come il raffreddore comune).
L'immunità di gregge
Uno dei più semplici mwdgmodelli matematici compartimentali utilizzati in mwdwepidemiologia rappresentanti l'mweaimmunità di gregge è il "modello SIR"cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]. Si tratta di un'equazione a tre variabili, dove ogni variabile è indicata da un'iniziale (appunto S, I e R).
Il numero di persone appartenente ai tre diversi gruppi cambia nel tempo con il procedere del contagio: per identificare questo numero, diverso dalla situazione di partenza, si usano i simboli mwgg S ′ {\displaystyle S'} , mwgw I ′ {\displaystyle I'} e mwha R ′ {\displaystyle R'} .
Mentre il numero dei Suscettibili può solo scendere, il numero dei Recuperati/Rimossi può solo aumentare: in termini matematici, si dice che sono in rapporto inversamente proporzionale. Il numero degli Infetti è l'unico dei tre che può aumentare e poi diminuire nel tempo.
A seconda del numero di contagi giornalieri, il numero di persone Infette aumenterà più o meno velocemente, mentre diminuirà in proporzione il numero di persone Sane.
Se il ritmo del contagio è molto alto e invece il tempo di guarigione è lento, il gruppo R può scendere sotto una certa soglia: è allora che esplode l'epidemia. Al contrario, se al manifestarsi del focolaio d'infezione, il numero di Recuperati è sufficientemente alto, il focolaio si autoestingue.
La mwiqvaccinazione serve ad aumentare il numero di persone Recuperate/Rimosse, impedendo il proseguire del mwigcontagiocite-ref-9[9].
Nella storia
Epidemie di particolare intensità nella storia europea sono state per lo più mwkqpandemie causate da mwkgzoonosi, ovvero originata dalla convivenza degli esseri umani con mwkwanimali da allevamento. Tuttavia per alcune, come la mwlamalattia del sudore, le cause non sono ancora completamente chiare:
• la mwlwfebbre tifoide di cui si trovano testimonianze nella Grecia del V secolo avanti Cristo;
• la mwmqpeste antonina testimoniata nella Roma del III secolo dopo Cristo;
• la mwmwpeste di Giustiniano nota anche come mwnapeste bubbonica, localizzata principalmente nell'Impero bizantino, nel VI secolo dopo Cristo;
• la mwngpeste nera, probabilmente collegata all'mwnwassedio tartaro alla mwoacolonia genovese di mwoqCaffa (l'odierna mwogFeodosia) nel mwow1346, dall'Italia si estese a tutta l'Europa nel XIV secolo;
• la mwpqpeste di Marsiglia del 1720 scoppiata nell'omonima città e poi allargatasi nelle aree cittadine limitrofe, ad esclusione di Parigi.
• il mwpwtifo, già segnalato in mwqaVicino oriente ai tempi delle mwqqCrociate, la quale nel XV e XVI secolo ebbe il suo epicentro prima in Spagna e poi in Italia. Un'altra imponente epidemia di tifo fu quella che decimò l'esercito di mwqgNapoleone durante la campagna di mwqwRussia. Altre epidemie di tifo causarono la morte di moltissimi reclusi dei mwracampi di concentramento mwrqnazisti durante la mwrgSeconda guerra mondiale;
• la mwsamalattia del sudore che colpì l'Inghilterra nel mwsqXVI secolo;
• il mwswcolera, di cui si segnalano diversi episodi in tutto il mondo e che fu endemica in Italia ancora fino agli anni Ottanta;
• l'mwtqinfluenza spagnola all'inizio del XX secolo;
• l'mwtwinfluenza asiatica identificata con la sigla H2N2 rilevata in mwuaCina nel febbraio del mwuq1957, raggiunse gli Stati Uniti nello stesso anno;
• l'mwuwinfluenza di Hong Kong, identificata con la sigla H3N2, ebbe origine appunto a mwvaHong Kong nel mwvq1968, raggiunse nello stesso anno gli Stati Uniti e fece 34000 vittime. Un virus di ceppo H3N2 è ancora oggi in circolazione;
• l'mwvwepidemia di HIV/AIDS, dal mwwa1981. Si propagò in maniera esponenziale in tutti i paesi del mondo, uccidendo circa tre milioni di persone (stime mwwqUNAIDS);
• l'mwwwinfluenza aviaria identificata con la sigla H5N1 è stata descritta a mwxaHong Kong nel 1997 come una forma mortale di polmonite virale trasmessa da un virus che precedentemente sembrava infettare solo gli uccelli. Nel 2000 questo virus - mutato - è stato isolato anche nei volatili domestici (polli, tacchini), nel 2003 ci furono i primi casi di trasmissione all'uomo;
• l'"mwzginfluenza suina" registrata con la sigla mwzwA H1N1, fu chiamata così perché trasmessa dai mw0asuini all'uomo. Una mw0qpandemia ebbe luogo fra il 2009 e 2010. Il focolaio iniziale ha avuto origine in Messico, estendendosi poi in soli 2 mesi a quasi 80 paesi;
• mw0wEpidemia di Ebola del 2014;
• l'mw1qepidemia di dengue del 2019-2020 si è diffusa nel mw1gSud-est Asiatico e in mw1wSud America, sono state colpite maggiormente le aree in cui i livelli di mw2avaccinazione sono molto bassi.
• la mw2gpandemia di COVID-19 del 2019-2023, comunemente chiamata "malattia da nuovo coronavirus", è causata dal mw2wSARS-CoV-2. Proveniente da Wuhan (Cina) si è diffusa rapidamente in tutto il resto del mondo nel 2020. L'11 marzo 2020, è diventata la prima epidemia ad essere dichiarata pandemia dall'OMS dopo la pubblicazione delle linee guida del 2009.
L'incontro fra gli esploratori europei e le popolazioni indigene di altre zone del mondo spesso fu causa di epidemie e pandemie violentissime. Il mw3qvaiolo uccise metà della popolazione di mw3gHispaniola nel mw3w1518, e seminò il terrore in mw4aMessico intorno al mw4q1520, uccidendo 150.000 persone (incluso l'imperatore) solo a mw4gTenochtitlán; lo stesso morbo colpì violentemente il mw4wPerù nel mw5adecennio successivo. Il mw5qmorbillo fece altri due milioni di vittime tra i nativi messicani nel mw5gXVII secolo. Ancora fra il mw5w1848 e il mw6a1849, circa un terzo della popolazione nativa delle isole mw6qHawaii morì di morbillo, mw6gpertosse e mw6winfluenza.
Etimologia
Nel senso attuale la parola epidemia compare nel mw7gMedioevo, ma il suo uso si afferma solo a partire dal Settecentocite-ref-0-10-0[10]. Per gli antichi Greci il termine era usato soprattutto come aggettivo, ma con differente significato: "epidemico" corrispondeva a "indigeno", cioè quello che riguarda un determinato territoriocite-ref-0-10-1[10]. Lo stesso mw9wTucidide non usò questa parola nel raccontare la celebre mw-apeste di Atene del 430 a.C.cite-ref-0-10-2[10].
Note
cite-note-pmid16891036-66. ↑ mwaucSW. Newsom, J. Snow; H. Whitehead, mwaugmwaukPioneers in infection control: John Snow, Henry Whitehead, the Broad Street pump, and the beginnings of geographical epidemiology., in mwauoJ Hosp Infect, vol.mwaus 64, n.mwauw 3, Nov 2006, pp.mwau0 210-6, mwau4DOI:mwau810.1016/j.jhin.2006.05.020, mwavaPMIDmwave mwavi16891036.
cite-note-77. ↑ mwavcmwavgmwavkElisabetta Ferraris, Modelli stocastici in epidemiologia, SIR e generalizzazioni, Università di Padova, 2013 (mwavomwavsPDF), su mwavwcore.ac.uk.
cite-note-88. ↑ mwawaCifra B., Lamberti L., Marone S., mwawemwawiSIR: Suscettibili, Infetti, Rimossi, un modello matematico di epidemie. (mwawmmwawqPDF), su mwawuwww1.mat.uniroma1.it, 2009.
cite-note-99. ↑ mwawkmwawomwawsSimulatore del livello soglia, su mwawwi.imgur.com, Reddit, 2017.
cite-note-0-1010. ↑ mwaxqCinzia Dal Maso, mwaxuFin dove ci può portare la parola «epidemia», in mwaxyIl Sole 24 Ore Domenica, 27 dicembre 2020, p.mwaxc IV.
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Voci correlate
• mwabkBatterio
• mwabsColera
• mwab0Eccesso di rischio
• mwab8Endemia
• mwacePandemia
• mwacmPostulati di Koch
• mwacuReato di epidemia
• mwackLista delle epidemie
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Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiaepidemie, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefdss(IT, DE, FR) Epidemia, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) epidemic, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Epidemia, su Open Library, Internet Archive.
• (EN) Epidemia, su The Visual Novel Database.